Più di una scritta
Più di un significato

Ogni scritta che mettiamo su un capo ha un significato preciso. Un'origine. Una storia. Una ragione per essere lì.
Questa pagina è quella ragione.

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Le lingue

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Ogni capo porta una o più lingue.
Alcune cose si dicono meglio in arabo.

Il principio

Solo significato

Non usiamo caratteri arabi perché stanno bene. Li usiamo perché dicono qualcosa di preciso.

La promessa

Ogni scritta è spiegata

Sempre. Qui, sulle schede prodotto, ovunque. Perché chi indossa merita di sapere cosa porta addosso.

Non solo Arabo

Le nostre scritte in Italiano e in Inglese

Sono nel mio chill totale:

Non è pigrizia. È uno stato stabile in cui niente deve essere risolto adesso. Per i momenti in cui anche il mondo può aspettare.

Oggi ansia:

Non è un problema. È una diagnosi giornaliera. Per i giorni in cui lo sai già prima ancora di aprire il telefono.

Oggi mi licenzio:

Non lo fai mai davvero. Ma c'è un momento, ogni tanto, in cui ci pensi davvero per circa trenta secondi. Questa scritta è per quei trenta secondi.

Allergico alle persone:

Non è antisocialità. È autoconoscenza. Portarla addosso trasforma quel pensiero privato in una dichiarazione pubblica ironica.

Vedi capi in italiano
Sorry, I don’t care:

Non è indifferenza. È quando hai già deciso di non dare più energia a ciò che non la merita. Per i giorni in cui rispondere sarebbe solo un modo per rientrare in qualcosa da cui sei già uscito.

Stressed but doing my best:

Non è equilibrio. È tenere tutto insieme mentre dentro qualcosa vibra. Per i giorni in cui non è perfetto, ma continui comunque a presentarti.

I’m in my “I don’t know but I will” era:

Non è certezza. È movimento senza mappa. Per i momenti in cui non hai risposte, ma continui comunque a scegliere di andare avanti.

Mentally tired:

Non è stanchezza visibile. È quando la testa è piena anche senza aver fatto niente di concreto. Per i giorni in cui pensare pesa più che fare.

Manifest it:

Non è magia. È l’idea che ciò che ripeti dentro inizi piano piano a prendere forma fuori. Per i giorni in cui credere a qualcosa è il primo modo per avvicinarla.

Don’t give up:

Non è un incoraggiamento rumoroso. È una voce piccola che resta quando tutto il resto si stanca. Per i giorni in cui continuare è già abbastanza.

Allergic to people:

Non è misantropia. È una soglia sensibile, oltre la quale il mondo pesa troppo. Per i giorni in cui anche il minimo contatto sembra troppo vicino, troppo forte, troppo tutto.

Be kind in a world you can be anything:

Non è una scelta facile. È una direzione. Per i giorni in cui potresti essere qualsiasi cosa, ma scegli comunque di non fare male a nessuno.

Life is good:

 Non è euforia. È quel momento semplice in cui non manca niente di importante. Per i giorni in cui la felicità non fa rumore, ma resta comunque lì.

It’s Friday, baby:

Non è solo un giorno. È il momento in cui smetti di resistere alla settimana e inizi a lasciarla andare. Per i giorni in cui anche l’energia ha finalmente il diritto di mollare la presa.

I can do everything:

Non è sicurezza. È quella versione di te che esiste nei giorni in cui tutto sembra possibile, prima che la realtà inizi a fare domande. Per i momenti in cui ti senti infinito, anche se solo per un attimo.

In my super chill era:

Non è relax forzato. È quando smetti di inseguire tutto e lasci che le cose abbiano il loro ritmo. Per i periodi in cui scegliere la calma è la forma più consapevole di presenza.

Vedi i capi in inglese

Hai una scritta in testa che non esiste ancora?

La creiamo insieme. Qualsiasi lingua. Qualsiasi messaggio.

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